STELLE VANE

Ci sono serate che viaggi piano.
Non è pigrizia, non è malinconia.
Viaggi piano.
Se fossi obbligato a dargli un senso sarebbe la volontà di essere gentili con il motore della propria macchina.
Viaggi piano.
Viaggi piano e guardi le stelle attraverso il parabrezza.
Guardi le stelle che sembrano essere state messe lì apposta.
E pensi che è una fortuna non credere in un dio. Un dio che ha scelto dove dovessero stare.
Pensi che loro stanno lì e non lo sanno, ma in quelle serate sono al loro posto. Quello giusto.
L'autoradio suona Vinicio.
Mentre pensi che avere un'anima vuol dire amare, vedi dal retrovisore il tizio dietro che sfanala... non riesce a superarti e probabilmente ritiene che vai troppo piano.
Lui non capisce che vuoi essere gentile con il motore e con le stelle. Proprio non lo capisce e sfanala.
Pensi che non ha ancora capito che l'amore è un incontro di anime gentili che si respirano.
Normalmente alzeresti il dito medio. Ma in serate come queste no.
Guardi i suoi abbaglianti ormai fissi e speri che alzi gli occhi e le veda anche lui le stelle... e che finalmente capisca.
Ma probabilmente è una speranza vana. Allora scali in terza e rallenti. Speri almeno che così sia più gentile con il motore della sua macchina, visto che non riesce ad esserlo con le stelle.
Fletto i muscoli e... mah sarà colpa di Vinicio...